Il lato positivo
Il lato positivo

12 dettagli di film famosi che non hanno nessun fondamento scientifico

I film, si sa, sono opere di fantasia. Spesso il loro grado di realismo è molto vago e tante scene sono inventate di sana pianta da sceneggiatori e registi. I film nascono per intrattenere gli spettatori, non per farci lezioni di fisica teorica. Ma capita che gli autori dicano di partire da rigorose premesse scientifiche, salvo poi scoprire che quanto si vede sullo schermo non ha nulla a che fare con la realtà.

Noi de Il Lato Positivo abbiamo esaminato attentamente cosa hanno avuto da dire scienziati ed esperti riguardo alcuni dettagli di diversi film famosi e abbiamo compilato una serie dei più evidenti strafalcioni scientifici contenuti nella loro trama.

Gli oggetti in orbita non si muovono alla stessa velocità.

Nel film Gravity, del 2013, la protagonista — interpretata da Sandra Bullock — resta da sola in orbita dopo aver assistito inerme al sacrificio del suo collega. Una tragedia che si poteva evitare, bastava applicare le leggi della fisica. Il personaggio di George Clooney si sgancia dal cavo col quale ha portato in salvo la collega, fluttuando via verso la sua fine. Nel film però li si vede rallentare alla stessa velocità, cosa impossibile, in orbita, dato che i loro corpi hanno un peso diverso. Nella realtà, sarebbe bastato che Bullock allentasse un po’ il cavo per portare in salvo anche lui.

I terremoti non creano voragini che “ingoiano” auto e persone.

Questo è uno dei luoghi comuni più abusati nei film catastrofici. La città viene colpita da un tremendo terremoto e le strade si aprono spaccate da gigantesche voragini che “inghiottono” letteralmente di tutto, auto, passanti, persino interi edifici.

Durante un sisma una strada si può in effetti spaccare, ma la crepa supera di rado il metro e mezzo di larghezza. E comunque, succede molto raramente. Ad oggi si ha notizia di un’unica sfortunata vittima finita in una voragine sismica. Una mucca, poverina. Era il 1906.

Non è affatto difficile rintracciare una telefonata.

Quante volte abbiamo visto nei film il cattivone di turno che telefona alla polizia in perfetto controllo della situazione, mentre conta i secondi e poi riaggancia proprio un istante prima che i poliziotti riescano a rintracciare l’origine della telefonata.

Poteva anche essere una scena accurata, più o meno, ma solo fino agli anni ’70. Oggi tutte le comunicazioni sono digitali e i dati — localizzazione inclusa — vengono acquisiti all’istante.

Non esistono passaggi segreti dentro gli aerei.

Nel film Flightplan, Jodie Foster si muove nei meandri di un aereo in volo, attraversando corridoi e passaggi “proibiti” o meglio riservati unicamente all’equipaggio. In realtà, gli aerei non hanno alcuno spazio del genere a bordo, ogni cm del velivolo è ristretto al minimo necessario.

Su alcuni aerei molto grandi c’è un passaggio per raggiungere la stiva, ma per arrivarci bisogna togliere i sedili e la moquette. Non certo un labirinto, insomma.

I cloni non sono mai tutti identici.

La clonazione umana è stata bandita per motivi etici, il che ha costretto gli autori dei film a lavorare di fantasia. Anzi, nemmeno tanto, visto che nei film tutti i cloni sono copie perfettamente identiche all’originale. In realtà un clone condivide il patrimonio genetico dell’originale, ma ci sono anche molte altre variabili che renderanno il suo aspetto diverso.

Un ottimo esempio di questo errore scientifico è il film Gemini Man, in cui il protagonista Will Smith affronta un suo clone più “giovane”. Per capire che si tratta davvero di un suo clone, Will fa in modo che venga punto da un ape. Peccato però che l’allergia alle punture di ape non è ereditaria.

Le macchine — e peggio ancora i bus — non possono volare.

Un altro luogo comune classico di un’infinità di film d’azione: una scena in cui un’auto — se non persino un mezzo più pesante — supera in volo una distanza abissale. Bello, ma impossibile nella realtà.

Una delle scene più spettacolari di questo tipo la ricordiamo nel film Speed, dove è addirittura un pesantissimo autobus a volare da un lato all’altro di un viadotto in costruzione. Nella realtà, la forza di gravità non avrebbe lasciato scampo al bus.

I mari non potranno mai sommergere tutte le terre emerse.

Alcuni classici di fantascienza apocalittica come Waterworld 2012 ci hanno mostrato il mondo intero — o almeno buona parte di esso — completamente inondato dagli oceani. Spettacolare sì, ma scientificamente molto inverosimile. Semplicemente, non c’è abbastanza acqua nei nostri oceani per ricoprire tutte le terre emerse. Anche nello scenario peggiore, il mare non coprirà tutto il pianeta.

Non è possibile migliorare la qualità di una foto o di un video al punto da vederne ogni dettaglio.

Nel grande classico di fantascienza Blade Runner, il protagonista usa una macchina capace di esaltare ogni fotografia tanto da rivelarne ogni minimo dettaglio. Peccato che nemmeno le tecnologie più all’avanguardia riescano ad ingrandire i pixel fino a quel punto, mantenendo inalterata la risoluzione dell’immagine. Forse in un futuro ben più lontano di quello immaginato dal film ci riusciremo.

Non è così facile avviare un’auto usando i cavi d’accensione.

Nei film abbiamo visto innumerevoli scene in cui un personaggio entra in auto, armeggia abilmente con i cavi sotto al lunotto e mette in moto il mezzo in pochi istanti. Un trucchetto che in realtà si rivela ben più complicato. Anzi, nelle auto moderne è praticamente impossibile. In quelle più vecchie in teoria è possibile, ma si rischia di fare gravi danni. Insomma, si tratta solo di un comodo espediente narrativo.

Una persona immune non può salvare il mondo da un virus.

Il virus che trasforma gli uomini in mostri al centro del film Io sono leggenda è già di suo a dir poco inverosimile. Nel film, muta e si diffonde attraverso l’aria: due cose che nella realtà nessun virus può fare nello stesso momento.

Ancora più sbagliato, scientificamente parlando, è il fatto che il protagonista — Will Smith — usi campioni del proprio sangue per trovare una cura, visto che è miracolosamente immune al virus. Questo però significa che lui non ha mai contratto il virus e non ne è mai stato portatore sano. Nella realtà, quindi, il suo sangue sarebbe del tutto inutile per riuscire a creare un vaccino.

I neutrini sono tutto fuorché particelle pericolose.

I neutrini sono particelle praticamente neutrali, quasi prive di massa e hanno interazioni debolissime con la materia. Sono insomma totalmente innocui. Eppure sono proprio loro a causare un sacco di guai nei film 2012 e Alien: Covenant. Nel primo, i neutrini riescono addirittura a distruggere il nucleo della Terra; nel secondo caso, invece, un loro “assalto” costringe l’astronave dei protagonisti a rifugiarsi su un pianeta ostile.

Si tratta di due forzature decisamente esagerate; in teoria, dei neutrini ad alta energia potrebbero creare danni agli oggetti, ma mai di tale portata. Inoltre, si formano solo quando una stella esplode. Cosa che li renderebbe l’ultimo dei problemi per chi si trovasse vicino.

Il problema della luce nella dimensione “inversa” di Tenet.

Tra tutti i registi, Christopher Nolan è quello che di solito riesce a mantenere più accuratezza scientifica possibile nei suoi film. Qualcosa però gli è sfuggito, in uno dei suoi lavori più recenti: Tenet. Molti scienziati l’hanno trovato assai meno accurato di altre opere dello stesso autore. La premessa di base, ovvero la possibilità di invertire il tempo, è già di suo molto controversa.

Ma anche dando per buona la premessa, i personaggi del film avrebbero bisogno di molte altre cose nella dimensione invertita, a parte l’ossigeno. Tanto per cominciare, la luce. In una realtà invertita, anche la luce si muoverebbe al contrario, cosa che renderebbe i personaggi praticamente ciechi.

Quali altri errori scientifici che hai visto nei film ti hanno fatto sorridere per quanto erano inverosimili?

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