Il lato positivo
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10 domande trabocchetto che potrebbero disorientare anche il più intelligente dei candidati

I colloqui di lavoro sono sempre stressanti, li si affronta sperando con tutte le proprie forze di ottenere quel bel lavoro e quell’ottimo stipendio. Ma c’è sempre da considerare il fatto che i datori di lavoro si affidano a molti sottili trucchetti per fare selezione e capire davvero chi hanno davanti.

Oggi a Il Lato Positivo, vi vogliamo rivelare diversi di questi trucchetti e darvi ottimi consigli che vi aiuteranno a non farvi sorprendere da alcune domande, apparentemente innocue, che potreste sentirvi rivolgere in un colloquio.

10. Qual è il lavoro dei tuoi sogni?

Sentendosi rivolgere questa domanda, molte persone rispondono di getto, magari andando a riscavare tra i propri sogni d’infanzia... Pessima idea, durante un colloquio. Con questa domanda, il datore di lavoro vuole sapere una cosa soltanto, se la posizione per cui ti sta intervistando ti interessa davvero.

Magari da bambini sognavamo di diventare cantanti, o calciatori, ma quando si affronta un colloquio per una data posizione in un’azienda, l’intervistatore capirà immediatamente dalla tua risposta se vuoi quel lavoro solo per portare il salario a casa ogni mese, o se invece si tratta di una posizione in cui vuoi davvero svilupparti e dare il meglio.

9. Hai mai rubato una penna in ufficio?

Probabilmente l’abbiamo fatto tutti. Perciò, un potenziale datore di lavoro ti farà questa domanda per valutare la tua sincerità. Se dirai che non hai mai rubato una penna sul posto di lavoro, darai l’impressione di dire una bugia per fare bella figura.

Ma attenzione, se negare non è una buona idea, ancora peggio è vantarsi di aver messo le mani sulle proprietà dell’azienda come niente fosse. La migliore risposta è un sincero “Credo di sì, ho preso delle penne dall’ufficio come hanno fatto un po’ tutti. Ma poi le riportavo sempre con me al lavoro, perché non ho l’abitudine di accumulare penne in casa.”.

8. Perché i tombini sono rotondi?

Questa è una domanda all’apparenza molto strana, ma bisogna sapere anzitutto che l’intervistatore non si aspetta di sentire da te una risposta “giusta”. Quello che gli interessa è piuttosto scoprire come reagisci di fronte a circostanze inaspettate. In pratica, farsi un’idea di come lavorerai sotto stress. Basta non andare in confusione e rispondere con calma e con logica per superare il test.

Se una domanda come questa ti manda in crisi, il datore di lavoro penserà che non hai le capacità per affrontare lo stress. Non è detto che sia proprio questa, ma è quasi sicuro che in un colloquio di lavoro ti verrà fatta una domanda apparentemente strana e fuori contesto. Ricorda, meglio rispondere qualsiasi cosa ti venga in mente che rispondere “non ne ho idea”.

7. Qual è la tua idea di successo?

Questa domanda è simile a quella sul “lavoro dei tuoi sogni”. Ogni persona ha una propria idea di cosa sia il successo, e il datore di lavoro vuole conoscere la tua. E se la tua risposta avrà a che fare col diventare rapidamente milionari o vincere una maratona, difficilmente otterrai il posto di lavoro.

Ad un potenziale datore di lavoro non interessano le tue ambizioni personali, specialmente se poco realistiche. La tua risposta deve focalizzarsi su quale sia la tua idea di successo relativa al lavoro che vuoi ottenere, quindi a beneficio tuo e dell’azienda. Per esempio, puoi rispondere che per te, avere successo, significa dirigere un team che ogni mese migliora il precedente record di vendite.

6. Cosa hai fatto per prepararti a questo colloquio?

“Non ho fatto proprio nulla per prepararmi al colloquio” è una risposta arrogante e può costarti il posto. All’intervistatore interessa, con questa domanda, verificare il tuo reale interesse per la posizione.

Se la posizione di lavoro in quell’azienda ti interessa davvero, ti preparerai studiando tutto quel che puoi trovare sul loro conto. Per poi parlarne durante il colloquio. Per fare una buona impressione, dovrai anche mostrare di conoscere il particolare settore lavorativo, magari commentando qualche recente sviluppo del business o cose che hai letto sull’azienda stessa.

5. Che tempo fa?

Ecco una domanda solo all’apparenza banale! Molti candidati non si rendono conto di quanto siano importanti anche semplici domande come questa, fatte per rompere il ghiaccio.

Se per esempio rispondi cominciando a lamentarti di quanto è brutto il tempo e di che lungo tragitto hai dovuto fare sotto la pioggia per arrivare fin lì, puoi già scordarti il posto. Se invece rispondi a monosillabi, darai l’impressione di una persona poco aperta o poco socievole. La cosa migliore è rispondere in modo rilassato e colloquiale, iniziando così il colloquio dando l’idea di essere a tuo agio.

4. Hai mai pensato di avere un’azienda tutta tua?

Se desideri davvero lavorare per un’azienda, non pensare di mettere in mostra il tuo spirito imprenditoriale. Non c’è niente di male nel sognare di dirigere un’azienda tutta tua, ma il tuo datore di lavoro non vuole certo assumere un potenziale concorrente. Anche se il posto di lavoro è di livello manageriale, l’azienda cerca qualcuno pronto a lavorare per la squadra, non per sé stesso.

D’altra parte, un’azienda è pronta a sostenere i costi per il tuo salario e la tua formazione. Non assumerà sicuramente qualcuno le cui intenzioni sono di mettersi in proprio dopo aver imparato il lavoro a loro spese. Evita anche di dire che vuoi quel posto di lavoro solo per fare esperienza.

3. Che cosa faresti se vincessi la lotteria?

Quello che più interessa a un potenziale datore di lavoro è capire le tue reali motivazioni che ti hanno spinto a candidarti. Ad esempio, capire se continueresti a lavorare anche dopo aver vinto una grossa somma di denaro. Se dirai di no, è difficile che ti assumano, perché darai l’idea di essere lì soltanto per guadagnare soldi.

Inoltre, il datore di lavoro vuole conoscere la tua attitudine verso il denaro. La tua risposta farà capire se sei una persona matura e affidabile nella gestione dei soldi. Quindi, non parlare dei tuoi sogni di sperperare denaro in vacanze di lusso e auto costose. Molto meglio parlare di investimenti fruttuosi o di comprare una bella casa nuova ai tuoi genitori.

2. Come mai hai voluto candidarti qui e non altrove?

Questa è una classica domanda a trabocchetto, e un’altra tecnica dei datori di lavoro per capire la tua sincerità. Difficilmente, infatti, chi cerca lavoro invia il proprio CV ad una sola azienda.

Nel rispondere a questa domanda la cosa migliore è essere onesti e dire di essersi candidati anche presso altre aziende, magari spiegando in dettaglio le eventuali differenze tra la posizione per cui stai affrontando il colloquio e le altre. Non parlare mai male delle altre aziende, daresti l’idea di una persona malevola e che ama mettere in giro pettegolezzi.

1. Puoi cominciare subito?

Questa è un’altra tipica domanda a trabocchetto, fatta a candidati che attualmente hanno già un posto di lavoro altrove. Dalla tua risposta, il potenziale datore di lavoro capirà qual è la tua attitudine verso i colleghi, l’azienda e il tuo senso di lealtà e responsabilità.

Se un candidato dice di essere pronto a cominciare un nuovo lavoro già da domani, non darà l’idea di essere una persona responsabile. O peggio ancora, il datore di lavoro potrebbe pensare che il candidato ha un disperato bisogno di denaro, e quindi ne approfitterà per dare una paga più bassa.

Raccontaci quali sono state le domande più strane e più difficili che ti sono capitate in un colloquio di lavoro e, naturalmente, anche le tue risposte.

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