Il lato positivo
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15 fatti che dimostrano come “Star Trek” fosse in anticipo di anni-luce sui suoi tempi

Star Trek è stata una serie rivoluzionaria per la televisione e la cultura pop. La prima puntata è andata in onda nel 1966 e ancora oggi mantiene un’altissima popolarità con nuove serie spinoff, remake e reboot. Le avventure intergalattiche di Star Trek hanno prodotto legioni di fan di tutte le età. Insomma, la serie stessa ha sicuramente goduto di “lunga vita e prosperità”.

Il Lato Positivo ha raccolto alcuni fatti interessanti e poco noti su questa iconica serie di fantascienza.

1. Spock doveva avere la pelle rossa.

Il mitico Spock, interpretato dall’indimenticabile Leonard Nimoy, è diventato celebre per il suo volto impassibile, l’assenza di emozioni e il famoso gesto. Ma pochi sanno che in origine doveva avere un look molto diverso da come lo conosciamo. Il produttore e autore della serie se lo immaginò, infatti, non solo con le orecchie a punta ma anche con un colorito rossastro, per sottolineare la sua origine aliena.

2. Eddie Murphy avrebbe dovuto recitare nella serie.

Negli anni ’80 vennero girati diversi film da Star Trek e uno degli autori venne a sapere che Eddie Murphy era un grande fan dello show. All’epoca, l’attore era una presenza fissa negli studi della Paramount, così gli sceneggiatori scrissero una parte pensata appositamente per lui. Murphy avrebbe dovuto interpretare uno scienziato, peccato però che il suo sub-plot venne poi cancellato nella versione finale della sceneggiatura.

3. Stephen Hawking ha avuto un ruolo speciale.

Il grande e compianto scienziato britannico Stephen Hawking ebbe l’onore di interpretare se stesso in Star Trek, caso unico nella storia del franchise. Tutto grazie a Leonard Nimoy, l’interprete di Spock, che incontrò Hawking ad un evento e venne a sapere quanto fosse fan della serie originale. L’attore quindi fece in modo che Hawking prendesse parte all’episodio finale della sesta stagione di Star Trek: Next Generation, del 1993.

4. È stato Leonard Nimoy ad avere l’idea del saluto Vulcaniano.

Il celeberrimo saluto vulcaniano fu inventato da Leonard Nimoy. Secondo Nimoy aveva senso immaginare che i vulcaniani comunicassero molto tra di loro con dei gesti particolari. Il saluto è diventato talmente famoso da essere diventato persino una emoji. Dopo la scomparsa dell’attore, nel 2015, i social furono inondati da fan che salutavano il grande interprete proprio con il gesto da lui inventato.

5. Molte tecnologie di Star Trek sono diventate realtà.

Star Trek andò in onda per la prima volta nel 1966, ambientato in un remotissimo futuro. Per gli autori era ovvio che avrebbero dovuto esserci tecnologie futuristiche, specialmente relative ai viaggi spaziali. Una di queste macchine immaginarie era il “replicatore”, capace di preparare dei pasti in pochi secondi. Oggi, grazie alle stampanti 3D, il replicatore di Star Trek diventerà presto realtà.

6. Ha promosso la parità tra generi ed etnie.

Star Trek ha più di 50 anni e il suo autore Gene Roddenberry aveva immaginato un futuro utopico in cui l’umanità viveva in armonia, senza più barriere razziali o di genere. Si può dire che Gene sia stato un vero pioniere nel promuovere la diversità sul piccolo e grande schermo. Specialmente il personaggio di Uhura, all’epoca, era rivoluzionario. Donna, afroamericana e tra le principali protagoniste delle favolose missioni della Enteprise.

7. Sul set regnava il senso dell’umorismo.

Gli autori della serie erano dei gran mattacchioni e si divertivano a nascondere simpatici scherzetti persino negli oggetti di scena. Le tubature dell’astronave, ad esempio, recano tutte la sigla “GNDN”, dall’inglese “Goes nowhere, does nothing” (cioè: non va da nessuna parte, non serve a niente”). La sigla venne replicata tale e quale in tutte le successive versioni della serie.

8. Il Capitano Kirk non era incluso nell’episodio pilota.

L’episodio pilota della serie non comprendeva ancora il personaggio del Capitano Kirk. Il personaggio originale, il Capitano Pike, fu però scartato dagli autori durante la dura lotta per ottenere il via libera alla realizzazione della serie. Le modifiche al cast ci regalarono così il mitico Capitano che tutti ricordiamo.

9. Star Trek: Next Generation è la serie più amata di tutto il franchise.

Next Generation raccolse l’eredità della serie classica, andando in onda per la prima volta nel 1987. Per tutta la sua lunga durata, Star Trek: Next Generation fu lo show di maggior successo di quegli anni ed è ricordata ancora oggi come la migliore serie di tutto il franchise. Tale fu il successo che la Paramount lanciò anche una serie spinoff, che però non eguagliò mai la popolarità di Next Generation, pur andando in onda a sua volta con ottimi riscontri per ben sette stagioni.

10. L’autore di Star Trek non voleva che il Capitano Picard fosse calvo.

Gene Roddenberry, il papà dell’universo di Star Trek, ebbe da ridire sul casting per il ruolo del Capitano Picard in Next Generation. L’attore britannico Patrick Stewart era uno stimato interprete teatrale ma Roddenberry si lamentò non del suo talento, bensì della sua calvizie. Pretese persino che Stewart indossasse una parrucca durante il provino. A convincerlo fu il presidente della Paramount, che alla fine gli disse: “quell’inglese è perfetto per il ruolo, ma per carità digli di togliersi quella parrucca”.

11. Un intero episodio è stato scritto apposta per Robin Williams.

Gli autori volevano che Robin Williams comparisse nella quinta stagione di Next Generation, del 1991. Williams stesso era un grande fan dello show, che citò anche nella sua famosa sitcom Mork & Mindy. Dal canto loro, gli autori erano grandi fan dell’attore tanto da volerlo a tutti i costi come ospite speciale.

Così scrissero un personaggio su misura per lui ma alla fine, purtroppo, non se ne fece nulla, perché Williams restò a lungo impegnato sul set del film Hook — Capitan Uncino.

12. George R. R. Martin ha quasi lavorato alla serie.

L’autore de Il trono di spade, George R. R. Martin, rivelò in un’intervista di aver quasi fatto parte del team di sceneggiatori di Star Trek. Lo scrittore aveva già avuto esperienze come autore televisivo, per la serie Ai confini della realtà ed è un grande appassionato di fantascienza. Alla fine però non venne assunto perché non condivideva granché l’approccio umanista che gli autori di Star Trek volevano imporre. Martin fece battute sarcastiche e alla fine non ottenne il lavoro.

13. Il teletrasporto fu ideato per risparmiare sul budget.

Il teletrasporto in Star Trek è spesso essenziale per la trama. Fu essenziale anche per i produttori, perché venne ideato come un modo per risparmiare sugli altissimi costi dei vari episodi.

14. La serie originale è stata salvata dai fan.

Star Trek è stato il primo show televisivo ad avere dei veri e propri fan. Nel 1968, la rete decise di cancellare la serie dopo solo due stagioni: i fan però lo vennero a sapere e organizzarono una protesta di massa, inviando migliaia e migliaia di lettere per salvare lo show. Grazie a loro, i produttori acconsentirono alle riprese di una terza stagione e poi anche di un film. Il resto è storia.

15. Il bacio che scandalizzò i “benpensanti”.

Negli anni ’60, l’idea che potessero esistere coppie inter-razziali era ancora fortemente rifiutata dalla maggioranza. Star Trek non si fece scrupoli nello scandalizzare i benpensanti e anticipò di gran lunga i tempi con la famosa scena in cui Kirk e Uhura si baciano con trasporto. Un’altra rivoluzione apportata dalla serie.

Bonus: il papà di Leonard Nimoy faceva il barbiere.

Il papà di Leonard Nimoy era un barbiere e una volta l’attore rivelò che suo padre aveva una foto di lui nei panni di Spock, orgogliosamente appesa nella sua bottega. E che molti ragazzini andavano da lui chiedendo “i capelli alla Spock”.

Ti piacerebbe un futuro come quello immaginato da Star Trek? Quali delle sue tecnologie vorresti che diventassero realtà?

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